19. Il vostro abito non sia appariscente; non cercate di piacere per le vesti ma per il contegno.

20. Quando uscite, andate insieme ed insieme rimanete quando sarete giunte a destinazione.

21. Nel modo di procedere o di stare, in ogni vostro atteggiamento, non vi sia nulla che offenda lo sguardo altrui ma tutto sia consono al vostro stato di consacrazione.

22. Gli occhi, anche se cadono su qualche uomo, non si fissino su alcuno. Certo, quando uscite, non vi è proibito vedere uomini, ma sarebbe grave desiderarli o voler essere da loro desiderate 13, perché non soltanto con il tatto e l'affetto ma anche con lo sguardo la concupiscenza di un uomo ci provoca ed è a sua volta provocata. E perciò non dite di avere il cuore pudico se avete l'occhio impudico, perché l'occhio impudico è rivelatore di un cuore impudico. Quando poi due cuori si rivelano impuri col mutuo sguardo, anche senza scambiarsi una parola, e si compiacciono con reciproco ardore del desiderio carnale, la castità fugge ugualmente dai costumi, anche se i corpi rimangono intatti dall'immonda violazione.

23. Ed inoltre chi fissa gli occhi su un uomo e si diletta di esser da lui fissata, non si faccia illusione che altre non notino questo suo comportamento: è notato certamente e persino da chi non immaginava. Ma supposto che rimanga nascosto e nessuno lo veda, che conto farà di Colui che scruta dall'alto e al quale non si può nascondere nulla? 14 Dovrà forse credere che non veda, perché nel vedere è tanto più paziente quanto più sapiente? La donna consacrata tema dunque di spiacere a Dio per non piacere impuramente ad un uomo; pensi che Dio vede tutto, per non desiderare di vedere impuramente un uomo, ricordando che anche in questo caso si raccomanda il Suo santo timore dov'é scritto: E' detestato dal Signore chi fissa lo sguardo 15.

24. Quando dunque vi trovate insieme in chiesa e dovunque si trovino pure uomini, proteggete a vicenda la vostra pudicizia. Infatti quel Dio che abita in voi 16, vi proteggerà pure in questo modo, per mezzo cioè di voi stesse.

25. E se avvertirete in qualcuna di voi questa petulanza degli occhi di cui vi parlo, ammonitela subito, affinché il male non progredisca ma sia stroncato fin dall'inizio.

26. Se poi, anche dopo l'ammonizione, la vedrete ripetere la stessa mancanza in quel giorno o in qualsiasi altro, chiunque se ne accorga lo riveli come se si trattasse di una sorella ferita da risanare. Prima però lo indichi ad una seconda o a una terza, dalla cui testimonianza potrà essere convinta e quindi, con adeguata severità, indotta ad emendarsi 17. Non giudicatevi malevole quando segnalate un caso del genere; al contrario non sareste affatto più benevoli se tacendo permetteste che le vostre sorelle perissero, mentre potreste salvarle parlando. Se infatti tua sorella avesse una ferita e volesse nasconderla per paura della cura, non saresti crudele a tacerlo e pietosa a palesarlo? Quanto più dunque devi denunziarla perché non imputridisca più rovinosamente nel cuore?

27. Tuttavia, qualora dopo l'ammonizione abbia trascurato di correggersi, prima di indicarlo alle altre che dovrebbero convincerla se nega, si deve parlarne preventivamente alla superiora: si potrebbe forse evitare così, con un rimprovero più segreto, che lo sappiano le altre. Se negherà, allora alla pretesa innocente si opporranno le altre testimoni: alla presenza di tutti dovrà essere incolpata non più da una sola ma da due o tre persone 18 e, convinta, sostenere, a giudizio della superiora o anche del presbitero competente, la punizione riparatrice. Se ricuserà di subirla, anche se non se ne andrà via spontaneamente, sia espulsa dalla vostra comunità. Neppure questo è atto di crudeltà ma di pietà, per evitare che rovini molte altre col suo contagio pestifero.

28. Quanto ho detto sull'immodestia degli occhi, si osservi con diligenza e fedeltà anche nello scoprire, proibire, giudicare, convincere e punire le altre colpe, usando amore per le persone e odio per i vizi.

29. Chiunque poi fosse andata tanto oltre nel male da ricevere di nascosto da un uomo lettere o qualsiasi dono anche piccolo, se lo confesserà spontaneamente le si perdoni pregando per lei; se invece sarà colta sul fatto e convinta, la si punisca molto severamente, a giudizio del presbitero o della superiora.