Indice articoli

  

Canonichessa agostiniana tedesca.

Da bambina faceva la pastorella ed avvertì la vocazione a consacrarsi al Signore, incontrando però l’opposizione del padre. Durante la sua giovinezza Dio la colmò di grandi doni, quali fenomeni di estasi e visioni, ma a causa di ciò fu rifiutata da varie comunità. Nel 1802, a 28 anni, con l’aiuto dell’amica Clara Soentgen ottenne di entrare nel monastero delle Canonichesse Regolari di S. Agostino di Agnetenberg presso Dülmen.

  • La vita in monastero fu per lei molto dura, perché non era della stessa condizione sociale delle altre e ciò le veniva fatto pesare, come pure le si rimproverava di essere stata accolta dietro insistenti pressioni. Inoltre soffrì di varie infermità ed in conseguenza di un incidente del 1805 fu costretta a stare quasi continuamente nella sua stanza dal 1806 al 1812. Da contadina riusciva a tenere nascosti i fenomeni mistici che si manifestavano in lei, ma nel monastero alcune suore per zelo o per ignoranza la fecero oggetto di insinuazioni maligne e sospetti di ogni genere. Nel 1811 il convento fu soppresso dalle leggi napoleoniche.
  • Anna Caterina Emmerick si mise allora al servizio del sacerdote Giovanni Martino Lambert, nella cui casa, verso la fine del 1812, i fenomeni mistici si moltiplicarono e ricevette le stigmate. Per due mesi riuscì a tenerle nascoste, ma il 28 febbraio 1813 non poté lasciare più il letto, che diventò il suo strumento di espiazione per i peccati degli uomini, unendo le sue sofferenze a quelle della Passione di Gesù.
  • Ebbe visioni riguardanti la vita di Gesù e di Maria, ma soprattutto della Passione di Cristo, da cui ha preso spunto per il suo celebre film il regista Mel Gibson.
  • La mistica fece individuare la presunta casa della Madonna ad Efeso e il castello di Macheronte nel quale sarebbe stato decapitato san Giovanni Battista. San Giovanni Paolo II l’ha dichiarata Beata il 3 ottobre 2004.
  • A poco a poco, tu Signore
  • Ci hai fatto per te...
  • Quale sarà la vostra occupazione?
  • Le sorelle siano liete nella speranza