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Importanza degli Studi

123. Consacrati al mistero e alla missione salvifica della Chiesa, al fine di annunciare degnamente Cristo, Verbo di Dio, e di consolidare continuamente il fondamento della vita spirituale dell’Ordine, dobbiamo impegnarci seriamente allo studio delle arti e delle discipline ecclesiastiche e civili a vantaggio della Chiesa, di noi stessi e della società . “Lo studio, più che un’attività temporanea inserita nel tempo specificamente dedicato alla formazione, va inteso come un atteggiamento permanente di riflessione sulla realtà, di dubbio intelligente, che è fonte di verità, come volontà di apprendere e come capacità critica di fronte agli avvenimenti della storia”. Pertanto l’abbandono dello studio, così inteso, “porta alla incapacità di dare un giudizio sul presente e, ciò che è ancor più grave, alla rinuncia a presentare alternative vitali per il futuro”.

124. Secondo S. Agostino lo studio è un mezzo eccellente per la formazione intellettuale e il perfezionamento della vita umana e religiosa, perché favorisce il dialogo comunitario, rende fecondo il tempo dedicato a Dio, prepara più adeguatamente alla realizzazione della missione apostolica affidataci dalla Chiesa, alla quale compete l’evangelizzazione della cultura. L’Ordine pertanto deve essere disposto a prestarle il servizio dello studio come una dimensione specifica del suo impegno pastorale.

125. Come agostiniani la nostra vocazione comporta l’impegno costante di coltivare con amore lo studio e la ricerca della verità. Tutti i fratelli siano incoraggiati a coltivare gli studi secondo il proprio talento. I Superiori procurino che tutti adempiano quest’obbligo e conoscano almeno una lingua straniera, secondo le attitudini personali e le necessità della circoscrizione, in vista anche di una migliore comunicazione tra i membri dell’Ordine.

126. I nostri studi si preoccupino di rispondere adeguatamente ai problemi e alle angustie che agitano gli uomini di ogni epoca. È indispensabile perciò essere muniti di quella scienza che, tenendo conto di tutto il patrimonio culturale dell’umanità, sia in armonia con il progresso storico della società, accogliendo l’invito della Chiesa a mantenere viva l’eredità spirituale e dottrinale di S. Agostino. Se qualcuno nel nostro Ordine, con adeguate capacità di studio, intende applicarsi in qualche materia, sia tecnica che scientifica, ed impegnare con frutto in essa le sue qualità, sia assecondato nelle sue iniziative per quanto possibile, salvaguardando il bene comune e i bisogni della stessa comunità.

127. Tra gli studi, da coltivare nell’Ordine, occupano un posto rilevante le discipline ecclesiastiche, assolutamente necessarie per una conoscenza più approfondita della fede, al fine di svolgere più accuratamente i compiti apostolici e allacciare con tutti un fecondo dialogo a vantaggio degli uomini.

128. La storia dell’Ordine deve essere investigata con impegno, perché rafforza la coscienza d’identità e di appartenenza, favorisce l’unità della famiglia agostiniana, stimola i fratelli a svolgere la missione dell’Ordine nella Chiesa e li orienta al futuro.

129. L’Istituto Patristico Agostiniano, con sede a Roma, offre un valido contributo alla vita della Chiesa e dell’Ordine per quanto riguarda l’area teologico-patristica nella situazione odierna. I Superiori maggiori dell’Ordine abbiano a cuore di contribuire efficacemente alla vita dell’Istituto e degli altri Centri Agostiniani di studio, inviando professori e alunni. 

130. Per favorire e accrescere l’unità e la stabilità dell’Ordine e fornire ai propri candidati studi superiori e specialistici, i Superiori maggiori curino particolarmente i Collegi Internazionali con l’invio di alunni e docenti289 . Formazione intellettuale e sua organizzazione

131. I candidati a integrarsi alla vita dell’Ordine dovranno acquisire la formazione intellettuale conforme alle esigenze della vita consacrata (cf. CIC 652, 659-661). Coloro che aspirano al sacerdozio devono possedere almeno la formazione che permetta agli studenti del loro paese di accedere agli studi universitari (cf. CIC 234, 2).

132. Ogni Circoscrizione può avere una propria sede di studi per la formazione filosofico-teologica dei formandi, se lo permette il numero dei professori e degli alunni, a meno che condizioni particolari non consiglino diversamente. Le Circoscrizioni inviino preferibilmente i formandi ai centri filosofico-teologici dell’Ordine, oppure a un Istituto religioso intercongregazionale o diocesano, o in un Ateneo cattolico, assicurando sempre la formazione agostiniana, improntata alla dottrina di S. Agostino, ai nostri dottori e alla storia dell’Ordine.

133. L’Ordine sostenga i Centri Superiori di studi ecclesiastici esistenti nelle diverse Circoscrizioni e ne promuova di nuovi secondo l’opportunità. Sentito il parere del Priore Generale, si possono erigere sedi comuni per provvedere simultaneamente agli alunni di più Circoscrizioni. Se le circostanze di tempo e luogo richiedono la cooperazione diretta di più Istituti religiosi nell’organizzazione degli studi, i Priori Provinciali potranno aderire alla iniziativa comune dopo aver consultato il Priore Generale.

134. Le discipline teologiche e filosofiche, secondo le normative ecclesiastiche, siano opportunamente coordinate tra loro e con il pensiero contemporaneo, in modo da contribuire a rivelare più pienamente e armoniosamente il mistero di Cristo alle menti degli alunni e a stabilire un fecondo dialogo ecumenico, interreligioso e interculturale.

135. Affinché il Priore Generale possa promuovere gli studi in modo più spedito ed efficace, sia istituita una commissione generale consultiva, sottoposta alla sua diretta autorità, composta da membri scelti dal Consiglio generale in tutto l’Ordine, sentito il parere dei Superiori maggiori. Alla commissione compete l’esame diligente di tutto ciò che riguarda gli studi, sottoponendo le sue decisioni all’approvazione definitiva del Priore generale e del suo consiglio. L’autorità di dirigere gli studi di ogni Circoscrizione spetta al Superiore maggiore con il suo Consiglio. Dove è opportuno, si istituisca nelle Circoscrizioni, sul modello della commissione generale, una commissione che aiuti il Superiore maggiore a promuovere gli studi.