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L’apostolato in genere

144. “La Chiesa è legata all'evangelizzazione da ciò che essa ha di più intimo”. Questa era l'esperienza di sant’Agostino quando, dopo la sua conversione e il ritorno in Africa, fu chiamato dalla Chiesa ad essere predicatore della parola di Dio e dispensatore del Sacramento di Dio. Allo stesso modo, e come realtà ecclesiale, il “senso di missione” dell'Ordine, è parte essenziale della sua identità e vocazione. Perciò l’apostolato, per mezzo del quale intendiamo annunciare in tutto il mondo il vangelo di Cristo e rendere partecipi tutti gli uomini della sua redenzione, coinvolge tutta la nostra vita, ossia la preghiera, lo studio e il lavoro, e si deve esercitare nelle forme consone alla natura e allo spirito dell’Ordine.

145. Poiché l’attività apostolica è la manifestazione della nostra totale consacrazione a Dio e del modo di vivere il mistero di Cristo305, diventa un eccellente mezzo per la nostra santificazione. Per questo deve procedere dalla nostra intima unione con Cristo e deve essere ordinata costantemente a Lui.

146. La nostra attività apostolica porta l’autentica testimonianza del Regno di Dio e lo serve, quando anche noi siamo capaci, come Cristo, di condividere le preoccupazioni della famiglia umana. Sforziamoci pertanto di acquisire un’opportuna e adeguata conoscenza delle necessità di questo mondo e di cercare strade per manifestare solidarietà ai bisognosi. Comportandoci così, aiuteremo gli uomini e le donne con ardente zelo apostolico.

147. Le Circoscrizioni, singolarmente o in collaborazione tra loro, ricerchino ogni mezzo, cooperando insieme anche ad altri fratelli, al clero diocesano, ai laici, alle organizzazioni di volontariato e altre associazioni per attendere più efficacemente alle necessità della Chiesa308. É pure opportuno, previa licenza ed incoraggiamento del Superiore maggiore, promuovere iniziative apostoliche, secondo le esigenze di ciascuna nazione e regione.

148. I Superiori incoraggino di buon grado l’attività di tutti i fratelli, in dipendenza del loro ingegno e formazione. Accolgano con benevolenza le loro iniziative e le dirigano in modo da lasciare loro, secondo la convenienza, una vera libertà di azione nell’esecuzione dell’attività apostolica; diano anche buon esempio con la loro assiduità al lavoro. Per accettare un’attività apostolica, che coinvolga la comunità, si richiede il consenso della stessa e del Superiore locale.

149. Le attività apostoliche, sebbene siano assegnate all’autorità e responsabilità dei singoli, si ritengano affidate alla comunità. Tutti perciò si sentano responsabili e collaborino al bene comune secondo le possibilità e condizioni. Siano pertanto ascoltati coloro che partecipano all’apostolato circa i metodi per realizzarlo, salvo restando il diritto dei Superiori dell’Ordine nei rapporti con le autorità esterne, sia ecclesiastiche che civili.

150. Nel corso dei secoli l’Ordine ha cercato di corrispondere con tutto il cuore al perenne invito di Gesù di proclamare il vangelo “fino ai confini della terra” (Mt 28, 18-19). La missione della Chiesa chiama agli impegni della nuova evangelizzazione, alla quale l’Ordine si sforza di rispondere con slancio e dedizione.