457. Il Priore Generale è capo dell’Ordine e suprema autorità dopo il Capitolo Generale. Confidando nella sua saggezza e fedeltà, l’Ordine gli affida la direzione e il governo. Perciò si obbedisca a lui come a un padre. Egli sia poi al servizio di tutti, affinché si consegua il bene comune dell’Ordine.

491. Mentre in questo mondo siamo pellegrini lontani dal Signore (cf. 2 Cor. 5, 6) dobbiamo servirci dei beni temporali come doni di Dio, necessari per sostenere la vita temporale ed esercitare le opere di apostolato a favore particolarmente degli indigenti. Perciò, al fine di conseguire le proprie finalità, le Case, le Province e l’Ordine possono acquistare, possedere e amministrare beni temporali, e ciò contribuisce al bene della Chiesa.

La correzione fraterna

506. Sebbene le famiglie religiose offrano ai loro membri gli aiuti con i quali, gioiosi nello spirito, possono custodire nella via della carità la professione religiosa con sicurezza e fedeltà, tuttavia, finché siamo pellegrini lontani dal Signore (cf. 2 Cor. 5, 6), neppure la famiglia religiosa costituisce un luogo totalmente sicuro dall’escludere che qualcuno possa essere ostacolato da angustie e difficoltà, o possa perfino decadere dalla iniziale carità.

526. La speranza del progresso e del rinnovamento dell’Ordine non deve essere riposta nella moltiplicazione delle leggi, bensì nella loro più diligente osservanza e nello spirito con cui noi, resi figli sotto la grazia, le osserviamo.