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375. In ogni Provincia il Priore Provinciale è il Superiore maggiore e immediato di tutta la Provincia a lui affidata dall’Ordine, e a motivo della sua autorità e del suo ufficio occupa il primo posto dopo il Priore Generale.

376. A lui spetta il compito di conservare l’unità della Provincia, far osservare le leggi, assegnare con libera nomina quegli uffici per il cui conferimento non è prescritto alcun procedimento nelle Costituzioni, promuovere le iniziative di apostolato e provvedere al bene della Provincia.

377. Sua prima preoccupazione sia l’apostolato vocazionale; curi al massimo che gli alunni siano adeguatamente formati secondo le direttive della Chiesa e dell’Ordine. Ugualmente promuova con ogni forza gli studi, principalmente quelli ecclesiastici, e non trascuri a questo scopo di inviare nelle università i candidati dotati di buona intelligenza.

378. Mantenga il dovuto rispetto al Priore Generale, e lo consulti ogni volta che sarà opportuno, e ogni anno gli invii una relazione sullo stato della Provincia secondo il formulario consegnatogli dallo stesso Priore Generale.

379. Abbia ugualmente cura che i Priori locali adempiano fedelmente il loro ufficio ed ascolti di buon grado i Religiosi. Ha voce in tutti i Capitoli locali della sua Provincia e li può presiedere.

380. Può essere Priore solo della Casa che è stata scelta come residenza della sua Curia, e non può avere alcun ufficio che lo possa in qualche modo distrarre dal governo della Provincia. Nell’esercizio della sua autorità non ometta di ricorrere al parere dei Consiglieri o, nei casi previsti, al loro consenso, a norma delle Costituzioni. 

381. I casi principali nei quali il Priore Provinciale ha bisogno del consenso del suo Consiglio sono i seguenti:

a) richiesta da presentare al Priore Generale per l’erezione o la soppressione di una Casa della provincia;

b) interpretazione autentica del testo degli Statuti Provinciali;

c) cambiamento di affiliazione di un Religioso da una Provincia all’altra;

d) decreti da emanare per tutta la Provincia;

e) imposizione di qualche precetto che obbliga gravemente in coscienza e che riguarda tutta la Provincia;

f) elaborazione di programmi economici fuori del Capitolo Provinciale in caso di necessità;

g) vendita di beni o assunzione di debiti che non superino la metà della somma non riservata alla Sede Apostolica, a meno che il Capitolo Provinciale non abbia stabilito una somma inferiore; se supera la metà della somma si chieda il permesso al Priore Generale con il suo Consiglio;

h) sostituzione o privazione dall’ufficio di un Priore o di un ufficiale;

i) nomina del Priore Locale e degli ufficiali da farsi dopo il Capitolo Provinciale;

k) scelta della data e del luogo dove celebrare il Capitolo Provinciale;

l) preparazione dei documenti necessari da inviare al Priore Generale prima del Capitolo Provinciale;

m) elezione di un Consigliere fuori dal Capitolo Provinciale, nel caso che l’ufficio sia rimasto vacante per decesso o altro motivo;

n) designazione di un Vicario Provinciale nel caso di una prolungata assenza del Priore Provinciale;

o) erezione di una Casa di formazione;

p) ammissione dei candidati al noviziato e alla professione, e promozione ai ministeri e agli ordini.

382. Applichi spesso durante l’anno il sacrificio della Messa per I suoi Religiosi, particolarmente nelle feste di Natale, Pasqua, Pentecoste, Annunciazione del Signore, S. Giuseppe protettore dell’Ordine e del S. P. Agostino.

383. Ogni volta che deve restare a lungo fuori della regione ove è la sede della Provincia, o se è impedito da altri motivi, costituisca, con il consenso del suo Consiglio, come Vicario Provinciale, un Religioso idoneo, il quale regga la Provincia con potestà ordinaria, eccetto le questioni che il Priore Provinciale avrà riservato a sé. Non deve servirsi della sua potestà contro l’intenzione e la volontà del Priore Provinciale.

384. Ha il diritto e il dovere di vigilare che siano soddisfatti gli obblighi delle Messe e riveda i libri delle Messe delle singole case, personalmente o tramite altri, a norma del diritto. Se in qualche casa troverà obblighi di Messe che non possono essere soddisfatti sul posto, curi che siano soddisfatti in altre case della sua Provincia. Se neppure ciò fosse possibile, invii le Messe con le relative offerte al Priore Generale. Quanto ai Legati, si attenga agli Statuti Provinciali.

385. Può trasferire i religiosi da un posto all’altro, quando ciò è necessario o utile, dopo avere possibilmente ascoltato i religiosi che devono essere trasferiti.

386. Nel caso di rinuncia presentata dal Priore Provinciale e accolta dal Priore Generale, o se per altra causa fosse rimasto vacante l’ufficio di Provinciale, si proceda alla celebrazione di un nuovo Capitolo provinciale ordinario, a meno che gli Statuti Provinciali non prescrivano diversamente. Nel frattempo governerà la Provincia con il titolo di Vicario provinciale uno dei Consiglieri, o, mancando questi, uno tra i Consiglieri immediatamente precedenti, secondo l’ordine di precedenza stabilito dal n. 120 o secondo l’ordine di precedenza determinato dagli Statuti provinciali. Il Vicario Provinciale

387. Il Vicario Provinciale figura tra i Superiori maggiori, ha gli stessi diritti ed è tenuto agli stessi obblighi del Priore Provinciale (CIC 620; Const. 224). Il Superiore Provinciale

388. Il Superiore Provinciale regge la Provincia a regime sospeso. È Superiore maggiore, a norma del n. 224, se regge la Provincia a guisa di Vicariato (cf. Costituzioni 237). Sia professo solenne da almeno cinque anni (cf. CIC 623). E’ nominato dal Superiore maggiore da cui dipende la Provincia, dopo avere acoltato i Religiosi della Provincia.

389. Ha le facoltà proprie del Vicario Regionale o del Superiore Delegato, secondo gli Statuti, e quelle che il Superiore competente avrà concesso. Suo compito principale sarà di impegnarsi con tutte le forze affinché la Provincia, con diligente e assidua programmazione, aumenti il numero dei candidati e si ristabiliscano le condizioni per ottenere nuovamente il regime ordinario. Il Vicario Regionale

390. Il Vicario Regionale, in qualità di Vicario del Priore Provinciale o del Preside della Federazione o del Priore Generale, è Superiore maggiore, e gode della potestà che le Costituzioni e i propri Statuti attribuiscono al suo ufficio, o che il rispettivo Superiore gli avrà conferito. Sia professo solenne da almeno cinque anni (cf. CIC 620; 623).

391.

a) Al Vicario Regionale con il suo Consiglio compete:

1) assegnare i Religiosi alle case e attribuire gli uffici, quando vengono formate le comunità;

2) presentare i Religiosi alle Autorità ecclesiastiche per qualche ufficio;

b) Ha bisogno invece del consenso del Priore Provinciale, o del Priore Generale se il Vicariato dipende da lui:

1) per le pianificazioni economiche del Vicariato;

2) per alienare beni o contrarre debiti oltre la somma stabilita negli Statuti del Vicariato;

3) per ascrivere al Vicariato un Religioso di un’altra Circoscrizione.

392. Il Vicario Regionale non deve servirsi della sua potestà contro l’intenzione e la volontà del Superiore maggiore immediato e lo consulti volentieri nelle questioni di maggior importanza. Nell’esercizio della sua autorità non ometta di chiedere l’opinione dei Consiglieri, o il loro consenso nei casi prescritti.

393. Finché ha la facoltà (cf. Cost. 243), i casi principali per i quali il Vicario Regionale ha bisogno del consenso dei suoi Consiglieri (cf. CIC 127; 627 § 2), oltre a quelli che sono stabiliti dal Priore Provinciale, sono:

a) richiesta al Priore Generale per l’erezione o la soppressione di qualche Casa del Vicariato;

b) interpretazione autentica del testo degli Statuti del Vicariato;

c) cambio di affiliazione di un Religioso dal Vicariato ad un’altra Circoscrizione;

d) edizione di decreti per tutto il Vicariato;

e) imposizione di qualche comando che obbliga gravemente in coscienza e che vale per tutto il Vicariato;

f) pianificazioni economiche al di fuori del Capitolo Vicariale in caso di necessità;

g) alienare beni o contrarre debiti oltre la somma stabilita negli Statuti del Vicariato;

h) sostituire o privare un Priore o un ufficiale del suo ufficio;

i) nomina del Priore o degli ufficiali da portare a termine dopo il Capitolo Vicariale;

k) erigere sedi di formazione;

l) ammettere candidati al Noviziato, alla professione e alla promozione ai ministeri e agli ordini.

In questi casi il Vicario avverta il Superiore dal quale dipende il Vicariato. 


394. Il Superiore delegato è preposto alla Delegazione che deve governare a nome del Superiore maggiore. Ha le facoltà che il Superiore competente gli avrà concesso. Sia professo solenne da almeno cinque anni (cf. CIC 623).

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