369. Il compito principale affidato al Capitolo Provinciale Intermedio è di rendere conto dell’esecuzione del programma stabilito nel Capitolo Provinciale Ordinario in fraterna riunione, cercare soluzioni e adottare provvedimenti perché possa essere più efficacemente realizzato.

370. Trascorsi due anni dalla celebrazione del Capitolo provinciale ordinario, in ogni Provincia si celebri il Capitolo Provinciale Intermedio, nel luogo stabilito dal Priore Provinciale con il consenso del suo Consiglio, sempre che gli Statuti Provinciali non prevedano una forma diversa di convegno dei Religiosi, per realizzare le intenzioni del Capitolo.

371. Il Priore Provinciale notifichi al Priore Generale la celebrazione del Capitolo Provinciale Intermedio o del convegno con almeno un mese di anticipo dal suo inizio. Lo stesso Priore Provinciale ne è il Preside, salvo che non voglia presiederlo il Priore Generale o delegare qualcuno in sua vece.

372. Il Capitolo Provinciale Intermedio o il convegno:

a) non possono revocare o modificare ciò che il Capitolo Ordinario ha decretato, salvo in caso di urgente necessità;

b) I suoi decreti hanno vigore fino alla celebrazione del Capitolo Ordinario, e perdono ogni valore se non sono approvate da detto Capitolo.

373. Affinché il Capitolo possa meglio realizzare il suo compito, i Capitolari, oltre al Preside, qualora non fosse il Priore Provinciale, a norma del n. 398, sono:

a) il Priore Provinciale;

b) i Consiglieri Provinciali;

c) i Superiori Provinciali;

d) i Vicari Regionali;

e) l’Economo Provinciale;

f) il Segretario Provinciale, che funge da segretario de Capitolo;

g) i Priori e gli altri Religiosi ai quali gli Statuti della Provincia concedono il diritto di voto.

374. Terminato il Capitolo, gli Atti Capitolari, trascritti accuratamente e firmati dai Capitolari, siano inviati al Priore Generale, muniti del sigillo della Provincia, per la conferma.