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Santi Alipio (+430) e Possidio (V sec.), vescovi
Domenica, 16. Maggio 2021
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Alipio, vescovo di Tagaste

  • Le notizie sulla vita di Alipio sono contenute quasi totalmente nelle opere del suo grande amico, s. Agostino, con il quale divise gli errori della gioventù, la conversione e le fatiche dell'apostolato
  • nacque a Tagaste da genitori che erano tra i maggiorenti del paese
  • Piccolo di statura, ma di animo forte e di indole virtuosa, strinse un'affettuosa ed intima amicizia con s. Agostino tanto che questi lo chiama ripetutamente "frater cordis mei", fratello del mio cuore (Confess., IX, 4, 7).
  • precedette Agostino a Roma, dove si recò per studiare diritto, e lo accompagnò a Milano
  • Resistette energicamente alle pretese d'un senatore potentissimo che tentava di indurlo a commettere illegalità
  • L'amicizia con Agostino valse a ritrarlo, momentaneamente, dalla passione per i giuochi del circo, ma lo trascinò nel manicheismo
  • sconsigliò Agostino di prendere moglie per vivere liberamente nell'amore della sapienza
  • Nel 391 seguì Agostino nel monastero d'Ippona
  • Poco dopo viaggiò in Oriente e strinse amicizia con s. Girolamo
  • Fu caro a s. Paolino da Nola, che ne ammirava la santità e lo zelo
  • fu eletto vescovo di Tagaste, quando s. Agostino era ancora sacerdote (394 ca)
  • per quasi quarant'anni, rifulse nella Chiesa d'Africa come riformatore del clero, maestro di monachismo e difensore della fede contro i donatisti e i pelagiani
  • Nel 411 partecipò alla Conferenza di Cartagine, e fu tra i sette vescovi cattolici che sostennero le dispute con i donatisti
  • Nel 416 partecipò al concilio di Milevi (Numidia), e ne scrisse al papa Innocenzo 
  • Nel 418, per incarico di papa Zosimo, si recò a Cesarea di Mauritania per affari ecclesiastici, e prese parte alla disputa di Agostino con Emerito, vescovo donatista
  • Per la causa pelagiana venne più volte in Italia, latore di opere agostiniane al pontefice Bonifacio e al comes Valerio. Nel 428, da Roma, inviò all'amico una replica di Giuliano, e insisté perché rispondesse.
  • Si presume che fosse ad Ippona per la morte di s. Agostino, e che sia morto nello stesso anno 430.

 

Possidio, vescovo di Calama (Guelma) in Numidia

  • fu tra gli amici intimi di Agostino
  • Si formò cristianamente nel monastero che questi aveva fondato accanto alla chiesa, ad Ippona, e lì visse per alcuni anni, finché, intorno al 400, fu eletto vescovo di Calama
  • lo troviamo di frequente partecipe degli avvenimenti che contraddistinsero le controversie con i donatisti e con i pelagiani
  • partecipò ai Concili antidonatisti di Cartagine del 403 e 407 e alla grande conferenza tenuta nel 411 sempre a Cartagine fra cattolici e donatisti
  • fu incaricato di due missioni ufficiali in Italia presso l'imperatore nel 409 e nel 410
  • Partecipò anche ai Concili antipelagiani di Milevi nel 416 e di Cartagine nel 419
  • Al tempo dell'invasione vandalica, nel 428 Calama fu devastata dai barbari e Possidio si rifugiò ad Ippona, presso Agostino
  • Dopo l’incendio di Ippona ebbe modo di tornare a Calama
  • nel 437 fu tra coloro che si opposero all’ordine di Genserico, che voleva imporre la fede ariana nei suoi domini, e perciò fu scacciato dalla sua sede
  • Dal 1500 in poi, contro la tradizione medioevale, si cominciò a parlare delle reliquie del santo Possidio venerate a Mirandola, come quelle del vescovo di Calama in Numidia, Possidio, discepolo e collaboratore del grande sant'Agostino; il quale scacciato dalla sua sede da Genserico, re dei Vandali, nel 437, andò in esilio nell'Apulia dove morì e da qui nel secolo X il suo corpo fu trasferito prima in Germania e poi a Mirandola. Nonostante molte coincidenze non c'è nessuna prova che si tratti dello stesso personaggio.