Finalmente, alle dilette figlie in Gesù Cristo, spuntò il giorno di “resurrezione” nella comunità che, toccata dalla Grazia di Dio, si pose sulla via di un nuovo fervore religioso, aprendo così una nuova era di virtù e di santità; santo risveglio religioso, “quella luce superna che illumina ogni uomo venne in questo mondo, rischiarò la mente delle religiose di S. Maria Maddalena soprannominate “Convertite” e fece loro conoscere il rilassamento della religiosa osservanza, che insensibilmente si era introdotto nel monastero, e nello stesso tempo prevedere la totale vicina rovina spirituale, materiale e temporale della comunità religiosa.

Parimenti commosse e assistite da quella Grazia che muove ogni cosa, soavemente ed efficacemente e da cui hanno principio, progresso e compimento i santi desideri e le opere virtuose, concepirono la santa giusta risoluzione di provvedere a riparare i preveduti imminenti maggiori mali con ridursi ad una perfetta comunità; a gustare i dolci frutti della vita comune e sempre più crescendo in esse il desiderio di stabilire e perpetuare nel loro monastero l’osservanza della vita comune e diverse opere di pietà. Ebbero con più fervore a servire Dio, ed emulandosi l’una all’altra, esalarono il buon odore di Cristo e con l’aiuto divino, facendosi modelli delle virtù di umiltà, mansuetudine, pazienza, carità, sopportandosi vicendevolmente, conservando l’unità dello spirito, col vincolo della santa pace, crescendo in grazia e piene dei frutti dello Spirito Santo per i meriti di Gesù Cristo a gloria e lode dell’Altissimo dallo stesso Signore nostro Salvatore, immacolato nostro sposo Gesù Cristo riceveranno quell’incorrotta, immanchevole corona di gloria che stava loro preparando nei cieli, a di cui pegno e caparra, intanto, lor diamo con paterno cuore la benedizione”. La nuova vita di religioso fervore iniziata nel nostro monastero doveva preparare le suore ad un grande sacrificio, quello di dover abbandonare quel sacro asilo che da quasi tre secoli le accoglieva. Ormai decrepito, quel monastero minacciava rovina e le suore si rivolsero all’Arcivescovo perché volesse aiutarle in quel doloroso frangente. I voti e le suppliche che furono fatte dalle povere monache furono esaudite e dopo un anno ebbero un nuovo monastero, come vedremo in seguito.