Abbiamo parlato al cap. V dell’annessione fatta nel 1799 del Monastero di S. Marta al nostro di S. Maria Maddalena. La cosa si ripeteva a cent’anni di distanza con l’annessione delle Agostiniane di Rapallo alla nostra Comunità, annessione avvenuta l’anno 1902 come vedremo.

A questo avvenimento, certo assai importante nella storia del nostro Monastero, dedichiamo il presente capitolo. Alla distanza di tre chilometri da Rapallo veniva fondato nel 1204 dalla nobile Attilia Malfante ved. De Mari per le Monache Cistercensi, il celebre Monastero di Vallecristi, nel quale nel 1508 subentrarono le Clarisse finché, ridotte a nulla nel 1572, venivano soppresse e le monache venivano assegnate a diversi monasteri. Nei rapallesi però restava il desiderio di avere un monastero di monache presso la loro città e non tardarono a disporre i mezzi per costruirlo. Nel 1625 diversi benefattori lasciavano i propri beni per l’erezione di un monastero di monache di S. Chiara, sotto il regime e governo dei Frati Riformati di Rapallo. Il 24 Dicembre dello stesso anno, l’Arciprete di Rapallo G.B. Angeletti, accompagnato dal clero secolare, dai PP. Agostiniani e Francescani di Rapallo e dal popolo, si recò processionalmente nella terra donata dai benefattori, ed ivi pose la prima pietra con una medaglia di S. Chiara, essendo presenti i quattro benefattori. Tuttavia, prima che il Monastero fosse eretto passarono molti anni, durante i quali la cura dei beni appartenenti all’Opera delle Monache veniva esercitata da quattro protettori i quali venivano eletti dal Priore e Sottopriore della Comunità dal Priore e Sottopriore dei Disciplinanti. Finalmente il 12 Aprile 1688 i Protettori dell’Opera delle Monache presentarono Mons. Giulio Gentile (Arcivescovo di Genova) la seguente supplica: “È stata fabbricata in Rapallo in luogo detto il Giardino e la via chiamata La Stella, in strada pubblica, una Chiesa molto amplia e bella sotto il titolo di S. Chiara e siccome in detto luogo non è mai stata celebrata la S. Messa e farvisi altre funzioni a maggiore gloria di Dio, supplichiamo la benignità di V.S. Rev. ma a restar servita di darle licenza di far celebrare in detta Chiesa…”. L’Arcivescovo ordinò al M. R. Merello (Arciprete) che il 4 Luglio, accompagnato dal clero e da un numeroso devoto popolo si recò processualmente alla nuova Chiesa, la benedisse, e vi celebrò la prima Messa in canto. Il 22 Luglio 1689 il Senato di Genova diede il suo consenso all’introduzione delle Monache nel Monastero, ed all’8 Marzo 1630 diede facoltà anche la Sacra Congregazione di Roma. Il Monastero doveva seguire la regola di S. Agostino ed avere per titolare S. Chiara della Croce di Montefalco. Ma ecco suscitarsi una fiera tempesta. La fondazione non era secondo i gusti di tutti. Chi voleva dedicato il Monastero a S. Chiara di Assisi, invece che a S. Chiara da Montefalco e quindi le Clarisse invece delle Agostiniane. Altri voleva a direttori delle Monache i Gesuiti, altri i Francescani, altri trovarono troppo alta la dote e inaccessibile alle figlie di Rapallo e volevano diminuirla; sicché si discusse non poco. Finalmente prevalse il progetto iniziale. Il 9 Luglio 1691 per ordine dell’Arcivescovo, ordinava la fondazione a Rapallo del Monastero e il 3 Luglio (terzo giorno delle feste di N.S. di Montallegro) e il 5 Luglio si chiusero in Monastero, con l’obbligo di non uscire senza licenza dell’Arcivescovo. Indi a poco a poco il numero delle monache andò sempre più crescendo. Il 28 Maggio 1696 Mons. Giobatta Spinola, Arcivescovo di Genova, essendo in visita a Rapallo, modificò alquanto i regolamenti del Monastero…. Forse che Dio volesse provare le sue serve, fatto è che al 27 Settembre 1697 la Sacra Congregazione di Roma ebbe dinanzi a sé un memoriale di lamentele essendo spirato il termine dei sei anni (12 Luglio), esse non si erano curate di partire e tornare al Monastero di S. Tomaso di Genova, lamentavano pure che in detti sei anni avessero dato prova di poca soddisfazione spirituale ed economica alle nuove monache supplicavano fosse loro ordinato di partire. La Sacra Congregazione chiese informazioni all’Arcivescovo di Genova e questi rispose: “… sebbene con straordinario dispiacere, non sono riuscite come era desiderabile, nella loro condotta, nello Spirituale che nell’economia temporale… onde per rimettere quel Monastero in miglior regola, stimo necessaria la di loro partenza da esso, non se ne sperando profitto, ne vantaggio alcuno al Monastero, anzi maggiore quiete, et unione in esso dopo la loro partenza.”. Il 17 Aprile 1698 partirono e per quanto appare dagli archivi, nel Monastero si godè lunga pace. Dal 1704 al 1708 si ingrandì l’edificio, nel 1714 e 1715 si fece il muro di clausura ed il numero delle Monache andò sempre crescendo. Al principio del secolo XIX, penetrate in Liguria le idee rivoluzionarie francesi, per la legge di soppressione dei Monasteri, anche il Monastero di Rapallo fu soppresso, ma la fede dei Rapallesi ottenne dal Governo di quel tempo la sua conservazione, dando alla comunità il nome di Orsoline e cercando che esse aprissero, come fecero, una scuola per fanciulle. Altra soppressione avvenne colla legge 29 Maggio 1855, completato poi con altra del 7 Luglio 1866, ma anche dopo queste soppressioni il monastero riprese ancora la sua vita, finché nel 1902 ridotto a troppo scarso numero di suore fu unito a quello delle Agostiniane di S. Chiara di Sturla, nel quale si trasferirono le suore il giorno 18 Luglio dello stesso 1902, accolte colla più schietta gioia dalle loro consorelle.